
Alta Valle Brembana · Valle Brembana
Carona
Carona, 1.110 m in alta Val Brembana: laghi e dighe, rifugi Calvi e Laghi Gemelli, il borgo di Pagliari e le incisioni rupestri della Val Camisana.
Carona sta a 1.110 metri di quota, a circa 50 km da Bergamo, in fondo alla Valle Fondra. Con 282 abitanti su 44,15 km² è il comune con la più bassa densità di popolazione della provincia di Bergamo: quasi tutto il territorio è alta montagna, coronato da cime come il Pizzo del Diavolo di Tenda, il Monte Aga e il Pizzo Zerna.
Il paese è documentato dal 926 ed è vissuto per secoli di miniere e alpeggi. Tra Ottocento e Novecento la sua storia si è legata all'acqua: nella conca sopra l'abitato sono state costruite una decina di dighe idroelettriche, che oggi punteggiano di laghi artificiali uno dei più begli anfiteatri delle Orobie. Proprio dalla piazza del paese parte la strada di servizio Enel, in gran parte sterrata, che con il sentiero 210 porta in circa 7 km al rifugio Fratelli Calvi (2.015 m).
A mezz'ora di cammino dal centro c'è Pagliari, la "contrada di pietra": un borgo cinquecentesco costruito interamente in pietra e ardesia, un tempo frequentato dai contrabbandieri che volevano evitare la dogana del Passo San Marco. È una delle testimonianze di architettura rurale alpina meglio conservate della valle.
Sopra Carona, in Val Camisana sulle pendici meridionali del Monte Aga tra i 2.100 e i 2.400 metri, nel 2005 due escursionisti hanno scoperto un eccezionale complesso di incisioni rupestri, reso noto nel 2007: tra i segni, iscrizioni in alfabeto leponzio del III secolo a.C. che costituiscono la prima fonte scritta della storia della Valle Brembana, con un'invocazione al dio celtico Pennino, protettore delle vette e dei valichi. I carotaggi condotti con il CNR indicano una frequentazione dell'area fin dall'età del rame.
D'inverno Carona è uno dei due accessi al comprensorio sciistico condiviso con Foppolo, tornato unito con biglietto unico dalla stagione 2025-26, compresa la seggiovia Conca Nevosa riaperta a gennaio 2026.
Da non perdere
Cosa vedere a Carona
Borgo di Pagliari
Contrada cinquecentesca interamente in pietra, senza fondamenta, a mezz'ora a piedi dal paese: la "contrada di pietra" un tempo usata dai contrabbandieri per aggirare la dogana del Passo San Marco.
Incisioni rupestri della Val Camisana
Sulle pendici del Monte Aga, tra 2.100 e 2.400 metri, un complesso di incisioni scoperto nel 2005 con iscrizioni leponzie del III secolo a.C.: la prima fonte scritta della storia della Valle Brembana.
Rifugio Fratelli Calvi (2.015 m)
Si raggiunge da Carona lungo la strada di servizio Enel in gran parte sterrata e il sentiero 210, circa 7 km in un anfiteatro dominato da Pizzo del Diavolo, Grabiasca e Madonnino.
Laghi e dighe idroelettriche
Una decina di sbarramenti costruiti tra Ottocento e Novecento ha creato la corona di laghi artificiali che caratterizza la conca di Carona, meta classica di escursioni.
Strade e mezzi
Come arrivare a Carona
Da Bergamo si percorre la SS470 della Valle Brembana fino a Piazza Brembana, poi da Lenna si risale la Valle Fondra; al bivio di Branzi si svolta per Carona. In totale sono circa 50 km. Con i mezzi pubblici: linea B Arriva fino a Piazza Brembana e coincidenze per l'alta valle.
FAQ
Domande frequenti su Carona
Si scia a Carona?
Sì. Carona è uno dei due accessi al comprensorio sciistico condiviso con Foppolo: dalla stagione 2025-26 le due stazioni sono di nuovo collegate con un unico skipass valido su tutte le piste e seggiovie, inclusa la seggiovia Conca Nevosa riaperta a gennaio 2026.
Come si arriva al rifugio Calvi da Carona?
Dal paese si segue la strada di servizio Enel, in gran parte sterrata, e poi il sentiero 210: circa 7 km di salita fino al rifugio Fratelli Calvi a 2.015 metri. È una gita classica e relativamente semplice, adatta anche a escursionisti poco esperti in condizioni estive.
Cosa sono le incisioni rupestri di Carona?
Un complesso di incisioni scoperto nel 2005 in Val Camisana, sulle pendici del Monte Aga tra 2.100 e 2.400 metri. Comprende iscrizioni in alfabeto leponzio del III secolo a.C., prima fonte scritta della storia della Valle Brembana, e un'invocazione al dio celtico Pennino. L'area risulta frequentata fin dall'età del rame.
Cos'è il borgo di Pagliari?
Pagliari è una contrada del Cinquecento a mezz'ora di cammino da Carona, costruita interamente in pietra e ardesia, tanto da essere chiamata la "contrada di pietra". In passato era frequentata dai contrabbandieri che evitavano la dogana veneta del Passo San Marco.
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