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Panorama autunnale di Gorno e delle sue contrade sui prati della Val del Riso, visto dal monumento del Cristo Re

Val del Riso · Valle Seriana

Gorno

Gorno, capitale dello zinco bergamasco: Ecomuseo delle miniere, galleria di Costa Jels, la storia delle taissine e la salita al Colle di Zambla.

Altitudine671 m s.l.m.
Abitanti1.429
CAP24020
Frazioni8

Gorno sta a 671 metri, a metà della Val del Riso, con un territorio che dai 457 metri del fondovalle sale fino ai 1.756 delle creste del Grem. Ci vivono 1.429 persone distribuite in una decina di contrade — Villassio, Campello, Riso, Chignolo, Basello, i Peroli — che non sono un dettaglio anagrafico: ognuna è nata attorno a un imbocco di miniera o a una laveria. La SP46 che attraversa il paese continua a salire verso il Colle di Zambla, a 1.264 metri, e da lì scende su Oltre il Colle: chi arriva da Ponte Nossa e prosegue fino al colle attraversa in venti minuti di guida tre secoli di storia industriale.

Sotto Gorno c'è più vuoto che pieno. Le vene di zinco e piombo della Val del Riso erano già coltivate in epoca romana; nel 1482 la Repubblica di Venezia autorizzò la riapertura dei lavori, e nel 1506-1507 Leonardo da Vinci passò da queste parti come ingegnere governativo. Lo sviluppo vero arriva nell'Ottocento e prosegue per tutto il Novecento con l'estrazione di blenda e calamina, i due minerali da cui si ricava lo zinco. L'attività si è chiusa definitivamente il 12 gennaio 1982, lasciando una rete di gallerie che si sviluppa per decine di chilometri dentro la montagna.

Il lessico del lavoro è rimasto nel dialetto e nella toponomastica. I minadur scavavano, i galecc — ragazzini — portavano il minerale a spalla, e le taissine, quasi tutte donne, cernivano il materiale a bocca di miniera separando il minerale buono dallo sterile: il nome viene dal verbo taissare, cioè dividere. All'ingresso del paese un monumento raffigura proprio il minatore e la taissina, ed è il modo più diretto per capire che qui la miniera non era un mestiere maschile e basta, ma l'organizzazione di intere famiglie.

Dal 2009 il territorio è riconosciuto come ecomuseo. Il Museo dei Minatori sta in piazzale Bersaglieri, nella frazione Villassio, e raccoglie filmati originali dell'attività estrattiva, un ufficio d'epoca proveniente dal villaggio minerario di Campello, minerali e centinaia di oggetti e fotografie. La visita più bella però è sottoterra: si entra all'imbocco Serpenti della miniera di Costa Jels e si esce alla Lacca Bassa dopo circa un'ora e mezza, per rientrare lungo un sentiero panoramico nel bosco fra strutture minerarie ancora in piedi. Secondo il programma dell'Ecomuseo le visite guidate si tengono ogni seconda domenica del mese con partenza alle 15 e durata complessiva di circa tre ore, solo su prenotazione; le tariffe indicate sono 15 euro intero e 10 ridotto per museo più siti, 6 e 5 per il solo museo, 10 e 8 per i soli siti minerari. In galleria ci sono 10 gradi costanti tutto l'anno: felpa e scarpe da trekking sono obbligatorie anche a Ferragosto.

Una galleria di Costa Jels ha trovato una seconda vita curiosa: a 830 metri di quota, al buio, con 10 gradi e il 95% di umidità costanti e nessuna vibrazione, ci riposano per sessanta mesi le bottiglie di uno spumante metodo classico che ha preso il nome della miniera, prodotto con varietà resistenti (Bronner, Johanniter, Souvignier Gris). Fuori, il paese è il punto di partenza del Sentiero dei Minatori e delle salite verso la Baita Alpe Grem e i pascoli del Monte Grem, dove il paesaggio cambia di colpo: dalle contrade di pietra si passa in un'ora agli alpeggi aperti che guardano l'Arera.

Da non perdere

Cosa vedere a Gorno

  1. Museo dei Minatori ed Ecomuseo

    Piazzale Bersaglieri, frazione Villassio. Filmati originali, l'ufficio d'epoca del villaggio minerario di Campello, minerali, attrezzi ed esplosivi raccontano il viaggio dello zinco dall'estrazione al prodotto finito. L'archivio minerario si consulta su appuntamento.

  2. Miniera di Costa Jels

    Si entra dall'imbocco Serpenti e si esce alla Lacca Bassa: circa un'ora e mezza sottoterra a 10 gradi costanti, con il racconto del lavoro dei minadur, delle taissine e dei galecc. Visite solo guidate e su prenotazione, con rientro lungo il sentiero panoramico nel bosco.

  3. Monumento al minatore e alla taissina

    All'ingresso del paese: una scultura che mette accanto l'uomo che scava e la donna che cerne il minerale, i due mestieri su cui è stata costruita l'economia della Val del Riso.

  4. Chiesa di San Martino

    La parrocchiale di Gorno, che conserva opere di artisti locali. Il comune conta in tutto nove chiese ed edifici di culto, compreso il santuario del Santissimo Crocifisso all'ingresso dell'abitato.

  5. Sentiero dei Minatori e Baita Alpe Grem

    Il percorso che collega gli imbocchi, le laverie e i villaggi minerari sui versanti sopra il paese e prosegue verso gli alpeggi del Grem, con appoggio alla Baita Alpe Grem e alla Baita Mistri.

Strade e mezzi

Come arrivare a Gorno

Da Bergamo si percorre la Valle Seriana fino a Ponte Nossa (circa 30 km), poi si imbocca la SP46 della Val del Riso: Gorno è a 4-5 km, per un totale di circa 35 km e cinquanta minuti d'auto. Chi arriva dalla Val Brembana passa da Serina e Oltre il Colle, scavalca il Colle di Zambla a 1.264 metri e scende sul paese. In autobus si raggiunge Ponte Nossa con la linea S di Arriva e si prosegue con il servizio di valle per la Val del Riso; per le visite in miniera conviene comunque l'auto, perché il punto di ritrovo è in piazzale Bersaglieri a Villassio.

FAQ

Domande frequenti su Gorno

Come si visitano le miniere di Gorno?

Le miniere si visitano solo con le guide dell'Ecomuseo e su prenotazione obbligatoria. Il calendario ordinario prevede una visita ogni seconda domenica del mese con ritrovo al Museo dei Minatori in piazzale Bersaglieri a Villassio: si parte alle 15 e si rientra dopo circa tre ore fra museo, percorso sotterraneo di Costa Jels e sentiero nel bosco. Per gruppi si organizzano aperture straordinarie contattando l'Ecomuseo.

Cosa mettersi per entrare in miniera a Gorno?

In galleria la temperatura è di circa 10 gradi tutto l'anno e il fondo è umido e irregolare: servono scarpe da trekking chiuse e una felpa o una giacca leggera anche in piena estate. Il casco viene fornito dall'organizzazione. Il percorso non è adatto a passeggini e l'accessibilità per persone con disabilità è parziale, quindi va segnalata al momento della prenotazione.

Chi erano le taissine di Gorno?

Erano le donne che lavoravano a bocca di miniera separando a mano il minerale buono dal materiale di scarto. Il nome viene dal verbo dialettale taissare, cioè dividere, separare. Insieme ai minadur, che scavavano in galleria, e ai galecc, i ragazzi che trasportavano il minerale a spalla, formavano la catena del lavoro minerario della Val del Riso: un'organizzazione che coinvolgeva famiglie intere e che l'Ecomuseo racconta con fotografie, oggetti e testimonianze dirette.

Si può andare da Gorno a Oltre il Colle in auto?

Sì. La SP46 prosegue oltre Gorno risalendo tutta la Val del Riso fino al Colle di Zambla, a 1.264 metri, e da lì scende su Zambla Alta e Oltre il Colle. Da Gorno sono una decina di chilometri di tornanti, venti minuti circa con buone condizioni. È il collegamento più diretto fra Valle Seriana e Val Serina, e in inverno richiede attrezzatura invernale.