
Media Valle Seriana · Valle Seriana
Ponte Nossa
Ponte Nossa, imbocco della Val del Riso: il Maglio Museo con le ruote idrauliche, il santuario della Madonna delle Lacrime e la sorgente Nossana.
Ponte Nossa sta a 467 metri, dove il torrente Nossa e il torrente Riso si buttano nel Serio. È il punto in cui la Valle Seriana si biforca: chi tira dritto sale verso Parre, Clusone e l'alta valle, chi svolta a sinistra imbocca la SP46 e in una quindicina di chilometri di tornanti arriva al Colle di Zambla (1.264 m) e scende su Oltre il Colle e la Val Serina. Per questo il paese, che conta 1.798 abitanti su appena 5,59 km quadrati, funziona da secoli come cerniera fra due versanti delle Orobie: quello minerario della Val del Riso e quello industriale del fondovalle seriano.
L'acqua qui è stata materia prima prima ancora che paesaggio. Lungo il Nossa lavoravano i magli, opifici che battevano il ferro per farne chiodi, mazze, badili, zappe e vanghe: le prime attestazioni scritte risalgono al 1512, ma l'attività è probabilmente più antica di tre secoli. Il maglio Beltrami, in via dei Magli 7, ha lavorato fino al 1964 ed è stato trasformato in museo negli anni Ottanta: conserva le grandi ruote di legno mosse dalla roggia, il maglio vero e proprio e la mola, tutti ancora azionabili durante le visite guidate, che durano circa un'ora e mezza.
All'ingresso del paese, in località Campolungo, c'è il santuario della Madonna delle Lacrime, dichiarato monumento nazionale. La devozione nasce dal 2 giugno 1511, quando secondo la tradizione alcune pastorelle videro un affresco quattrocentesco di Giacomo Busca aprire e chiudere l'occhio sinistro e lacrimare sangue. La chiesa nuova fu avviata nel 1525 e conclusa nel 1533, consacrata nel 1575 e staccata da Premolo come parrocchia autonoma nel 1583; all'inizio del Novecento fu rimaneggiata su progetto dell'architetto Giovanni Muzio. Sopra l'ingresso di destra pende un coccodrillo imbalsamato di circa tre metri: nel 1594 il vescovo Federico Corner ne ordinò la rimozione, ma il parroco riuscì a tenerlo sostenendo che ricordava una grazia ricevuta. È uno degli esemplari meglio conservati d'Italia.
L'altro fatto che riguarda Ponte Nossa ma si beve a Bergamo è la sorgente Nossana, captata dal 1975 alla base della Val Nossana. Alimenta l'acquedotto che serve il capoluogo e i comuni della bassa valle, con una portata che oscilla molto secondo la stagione e le piogge. Nel Novecento il paese è stato anche un centro tessile di prima grandezza: il Cotonificio Bergamasco, fondato nel 1870, arrivò a 2.213 addetti nel 1901, poi divenne De Angeli-Frua e Cotonificio Cantoni, e la sua chiusura spiega il calo di popolazione dagli anni Sessanta in poi. Oggi gli edifici superstiti sono uno dei capitoli di archeologia industriale più leggibili della valle.
Da non perdere
Cosa vedere a Ponte Nossa
Santuario della Madonna delle Lacrime
In via Cavour, all'ingresso del paese. Navata unica in cinque campate, facciata a capanna con rosone, cicli di affreschi sulla vita della Vergine e sulla storia del santuario, e il celebre coccodrillo imbalsamato. Il 2 giugno si celebra la festa dell'apparizione con il rito dello svelamento dell'immagine miracolosa.
Maglio Museo
Via dei Magli 7. Opificio idraulico attivo fino al 1964 e museo dagli anni Ottanta: ruote in legno, maglio e mola vengono messi in funzione durante le visite guidate, che durano circa un'ora e mezza e sono pensate soprattutto per scolaresche e gruppi. Per famiglie e piccoli gruppi la prenotazione passa da Promoserio.
Sorgenti Nossana
Alla base della Val Nossana, in via Sorgenti. Impianto di captazione in funzione dal 1975 che alimenta l'acquedotto di Bergamo e della bassa Valle Seriana: uno dei punti d'acqua più importanti della provincia, visibile dall'esterno lungo la strada che risale la valletta.
Ponte e chiesa di San Bernardino
Ponte di impianto medievale sul Serio con l'annessa chiesetta quattrocentesca dedicata al santo: è il nucleo da cui il paese ha preso il nome.
Corna de Par
Falesia sopra l'abitato con vie di arrampicata su gradi accessibili, molto frequentata dai climber della valle nelle mezze stagioni.
Strade e mezzi
Come arrivare a Ponte Nossa
Da Bergamo si risale tutta la Valle Seriana lungo la ex statale 671: sono circa 30 km e si arriva in 40-50 minuti a seconda del traffico di Albino e Gazzaniga. In autobus si usa la linea S di Arriva (Bergamo-Alzano-Nembro-Albino-Gazzaniga-Clusone), che ferma a Ponte Nossa; in alternativa si prende il tram T1 TEB da Bergamo ad Albino (12,5 km) e lì si cambia sul bus di valle. In bici si arriva sulla ciclovia della Valle Seriana, ricavata in buona parte sul sedime della ferrovia Bergamo-Clusone dismessa nel 1967: proprio a Ponte Nossa la ciclabile si sdoppia fra il ramo per Clusone e quello per Valbondione.
FAQ
Domande frequenti su Ponte Nossa
Quanto dista Ponte Nossa da Bergamo?
Circa 30 chilometri lungo la ex statale 671 della Valle Seriana, con un tempo di percorrenza di 40-50 minuti in auto. Con i mezzi pubblici si usa la linea S di Arriva fra Bergamo e Clusone, oppure il tram TEB fino ad Albino con cambio sul bus di valle.
Come si arriva a Oltre il Colle e alla Val Serina da Ponte Nossa?
Da Ponte Nossa parte la SP46, che risale tutta la Val del Riso toccando Gorno e le frazioni di Oneta e arriva al Colle di Zambla a 1.264 metri dopo una quindicina di chilometri di tornanti. Superato il colle si scende su Zambla e Oltre il Colle, e da lì si prosegue verso Serina e la Val Brembana. È la strada più diretta fra le due grandi valli bergamasche e resta aperta tutto l'anno, ma d'inverno chiede gomme invernali o catene a bordo.
Si può visitare il Maglio Museo di Ponte Nossa?
Sì, ma solo su appuntamento: il museo di via dei Magli 7 non ha un'apertura continuativa e le visite guidate, di circa un'ora e mezza, si prenotano tramite il Comune, la biblioteca o Promoserio. Durante la visita le ruote idrauliche e il maglio vengono messi in funzione, quindi conviene chiedere in fase di prenotazione se è prevista la dimostrazione.
Perché nel santuario di Ponte Nossa c'è un coccodrillo appeso?
Il coccodrillo imbalsamato, lungo circa tre metri, è appeso sopra l'ingresso di destra ed è documentato dal 1594. La tradizione lo lega a un mercante che avrebbe ucciso l'animale invocando la protezione della Madonna e lo avrebbe portato in ex voto. Nel 1594 il vescovo Federico Corner ne chiese la rimozione, ma il parroco lo difese come segno di grazia ricevuta e il coccodrillo è rimasto: oggi è uno dei pochi esemplari del genere ancora conservati in Italia.




